PROGETTO SKATING IN THE DARK – CAPITOLO 4

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LE ASSISTENZE E LA CORREZIONE DEGLI ERRORI

Il metodo d’insegnamento con l’utilizzo delle assistenze attive fatte dall’insegnante sull’allievo o Metodo Full Time (Pica 2011) si compone di una serie di prese successive che si effettuano per tutto lo svolgimento dell’esercizio propedeutico o del trick. Dette assistenze, che rappresentano la messa in sicurezza dell’allievo, possono essere svolte sia durante lo svolgimento di un esercizio propedeutico che durante un trick sopra allo skateboard. Le assistenze possono essere svolte anche durante l’effettuazione di una manovra sopra una tavola propedeutiche senza truck o a ruote bloccate. Dovendo rispondere a un principio di accessibilità, sia le assistenze che l’utilizzo delle tavole propedeutiche hanno la funzione di modulare le difficoltà insite nel trick da apprendere. Il metodo Full Time di norma segue una progressione scalare ben precisa che partendo da una doppia assistenza operata da due istruttori, porta gradualmente l’allievo all’esecuzione  della manovra in completa autonomia. Sia utilizzando le tavole propedeutiche a ruote bloccate che lo skateboard, le assistenze seguono questo iter:

a) Un istruttore posto frontalmente al disabile visivo che lo sorregge per gli avambracci e l’altro, posizionato alle spalle del non vedente, che lo sorregge per i fianchi.

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Questo tipo di assistenza oltre a mettere in sicurezza l’allievo ha un duplice scopo:

1. di creare nel disabile visivo un senso di sicurezza così da consentirgli uno stato di rilassamento necessario a fargli svolgere ogni movimento in maniera fluida;
2. permettere al non vedente di istaurare e incrementare un rapporto di fiducia con gli insegnanti. Minori saranno le possibilità di cadere, o di cadere senza farsi male, maggiore sarà la fiducia che verrà riposta nell’insegnante, più si cadrà con la possibilità di farsi male o spaventarsi e minore sarà la fiducia dell’allievo nell’insegnante e nelle proprie capacità.

b) Un istruttore posto frontalmente al disabile visivo che lo sorregge per gli avambracci e l’altro, posizionato alle spalle del non vedente, che lo segue da vicino senza effettuare alcuna assistenza.

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c) Un istruttore posto posizionato alle spalle del disabile visivo che lo sorregge per i fianchi e l’altro, posto frontalmente, che lo segue da vicino senza effettuare alcuna assistenza.

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In questi ultimi due tipi di assistenza l’istruttore che non effettua alcuna presa sull’allievo può fungere da guida vocale posizionandosi di fronte al nose della tavola e camminando all’indietro.

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Nel lavoro con il disabile visivo al posto dell’assistenza effettuata dall’istruttore in presa su un solo avambraccio si è preferita quella dove l’insegnante, posto di fianco all’allievo, lo sostiene cingendone i fianchi con il braccio.

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Questo tipo di assistenza risulta molto più efficace dal momento che il non vedente può avere molta più libertà di movimento con gli arti superiori e il busto e sostenersi al contempo sulla spalla dell’istruttore. In relazione alle caratteristiche individuali, all’esperienza acquisita sullo skateboard e all’utilizzo degli avvisatori acustici, l’intera sequenza delle assistenze può essere eseguita da un solo insegnante come illustrato di seguito:

d) l’istruttore, posto frontalmente al disabile visivo, lo sorregge per gli avambracci;

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e) l’istruttore, posto alle spalle del disabile visivo, lo sorregge per i fianchi;

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Sia nelle assistenze doppie che in quelle con un singolo insegnante, quest’ultimo deve posizionarsi alla giusta distanza dall’allievo in modo da:

• lasciargli uno spazio di movimento ottimale;
• consentirgli di assumere la corretta postura del busto così da evitare posizioni sbilanciate sia verso il bordo mediale della tavola che verso quello laterale;
• evitare, dove non contemplate dalla tecnica esecutiva della manovra, rotazioni del busto verso uno dei due bordi della tavola;
• evitare sbilanciamenti del disabile visivo in direzioni del nose o del tail;
• svolgere un’azione di sostegno efficace in caso di sbilanciamento dell’allievo.

f) l’istruttore, posto frontalmente o dorsalmente al disabile visivo, lo segue da vicino senza prestargli assistenza;

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g) una volta che l’allievo ha acquisito sicurezza può eseguire la manovra:

1. in autonomia perimetrando lo spazio entro il quale muoversi con gli avvisatori acustici;

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2. seguendo la guida vocale dell’insegnante che generalmente si muove sullo skateboard rimanendo avanti al disabile visivo, se non si dispone degli avvisatori acustici.

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4.1 LA CORREZIONE DEGLI ERRORI

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La velocità con la quale vengono corretti gli errori è direttamente proporzionale al livello coordinativo, alla sensibilità e alla padronanza nell’uso dei piedi come mezzi conoscitivi tattili.

La correzione degli errori avviene secondo una successione ben precisa e prevede:

1) il corretto posizionamento di una qualunque parte del corpo o dell’ esatto svolgersi di uno movimento operato dall’istruttore e sempre associata ad un esposizione verbale della giusta posizione da assumere o della corretta esecuzione del movimento. In relazione alla parte del corpo o del movimento da correggere, un secondo istruttore dovrà prestare assistenza al disabile visivo posizionandosi fronte o spalle all’allievo per sorreggerlo o tenere bloccato lo skateboard.
2) la correzione fatta dal disabile visivo su indicazioni verbali dell’insegnante.
3) la correzione messa in atto dal disabile visivo senza alcuna indicazione data dall’insegnante.

A cura di:
Paolo Pica
Alessandro Gargiullo
Barbara Macali

Bibliografia

Paolo Pica, Skate. Metodologia tecnica e propedeutica degli elementi base dello skateboard Miraggi Edizioni, Torino 2011.