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IL LIBRO

NON VEDO L'ORA DI FARE SKATE

NON VEDO L’ORA DI FARE SKATE

Fare skateboard è una sensazione bellissima e travolgente. Quando giri per strada sulla tavola ti senti come l’acqua che fluisce nel letto di un fiume: scorri dolcemente sulle rocce accarezzandole, t’innalzi con forza per superare ciò che ti ostacola o t’insinui turbinando fra i massi per proseguire il tuo cammino; ti libri nell’aria con armonia saltando giù da un dirupo… il segreto dell’acqua è adattarsi senza forma a qualunque situazione.

Non avrei mai immaginato di vivere delle sensazioni così intense, tantomeno che un pezzo di legno con quattro ruote sotto mi cambiasse radicalmente la vita… in meglio ovviamente! Ogni volta che ripenso a quando ho cominciato, sorrido per la situazione paradossale: l’assurdo non sta nel fatto che abbia iniziato a fare skate da adulto e non da ragazzino quando andavo a vedere i miei amici che skateavano, ma che lo abbia fatto adesso che sono cieco.

Tranquilli, non dovete sentirvi dei bastardi senza cuore se vi risulta strano che un non vedente se ne vada in giro per Roma sopra uno skateboard: anche a me all’inizio è sembrata una cosa folle! Eppure, per quanto fosse insensato, in fondo in fondo ero incuriosito: l’immagine sbiadita nei ricordi solleticava la mia fantasia e anche se mi dicevo che solo un matto poteva dare retta a un altro matto, centinaia di sensazioni invadevano la mia mente… il vento in faccia… scorrere sull’asfalto come se ci volassi sopra, la tavola che ti vibra sotto i piedi… tutte quelle emozioni avevano completamente catturato la mia attenzione, distaccandomi dalla realtà come in un sogno a occhi aperti.

Magari adesso vi starete chiedendo: come può un cieco andare sullo skateboard senza schiantarsi su tutto ciò che incontra?

… Curiosi di sapere com’è andata a finire, eh?

…Okay, vi racconto tutto fin dall’inizio!