GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELL’HEELFLIP

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GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELL’HEELFLIP

Mantenendo come nel kickflip la suddivisione della tavola nelle sue parti per facilitare la comprensione di quanto segue, vediamo ora quali sono gli errori più comuni nell’heelflip.

GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELL’HEELFLIP

al: asse mediano longitudinale
av: asse verticale
at: asse mediano trasversale

La dinamica degli errori ricalca grossomodo quella del kickflip , al quale però si aggiungono:

  • la posizione del busto nella fase di spinta iniziale,
  • la traiettoria di uscita con il richiamo della gamba anteriore,
  • l’ampiezza del movimento di uscita della stessa.

Considerando l’esecuzione di un corretto kickflip di base o quantomeno di un corretto ollie, nell’ approccio con l’ heeflip il guardarsi i piedi determina in fase di spinta iniziale una mancanza di verticalità con un leggero spostamento del baricentro in direzione del bordo mediale della tavola che, unito alla spinta della gamba anteriore nell’esecuzione del trick, decentra lo skater rispetto alla tavola in fase aerea con un mancato atterraggio su questa.
La traiettoria di uscita della gamba e del piede anteriore si riferiscono sia ad una incongruenza fra spinta sul tail e punto di uscita del piede, che alla traiettoria del movimento di richiamo della gamba anteriore sulla tavola per l’atterraggio. Vediamoli nel dettaglio:
nella spinta base sul tail, cioè quella verticale, la gamba anteriore estendendosi in diagonale fa fuoriuscire il piede dal bordo mediale della tavola all’altezza delle viti di ancoraggio del truck anteriore, avendo come punto limite di uscita la linea delle due viti poste verso il nose.Tale limite ha il fine di stabilizzare la tavola sotto allo skater così da consentirgli un corretto posizionamento dei piedi nel landing.
La spinta diagonale sul tail comporta la fuoriuscita del piede anteriore più avanti, cioè sul bordo mediale del nose. Questo perché la tavola nella fase ascendente iniziale si decentra spostandosi indietro, e la fuoriuscita del piede dal bordo mediale del nose la riallinea sotto lo skater portandola in avanti, facendola così ruotare di 360° attorno al proprio asse longitudinale; quanto detto consente una ripresa ottimale con il posizionamento dei piedi in fase di atterraggio. Dunque l’incongruenza è rappresentata dall’adozione della spinta base del piede posteriore, combinata con l’uscita del piede anteriore sul nose propria della spinta sul tail avanzata.
Il principale errore nel richiamo della gamba anteriore dipende dalla traiettoria che il piede assume subito dopo esse uscito dalla tavola. Infatti se questo subito dopo l’uscita non segue una traiettoria curvilinea verso l’alto ma lineare, nello svolgersi dell’ azione di ritorno sulla tavola il piede o impatta sulla tavola bloccandone la rotazione, o determina un’estensione eccessiva della gamba che ne ritarda la flessione, decentrando lo skater in fase aerea e impedendogli il più delle volte di atterrare correttamente.
Ad un livello avanzato, dove l’utilizzo delle strutture comporta una maggior altezza del trick, le cose cambiano notevolmente, dato che entrambi i piedi possono assumere traiettorie diverse rispetto a quelle adottate nell’heelflip base, tali da consentire una maggior escursione degli arti inferiori senza alcuna interferenza con la rotazione della tavola in fase aerea. Partendo dalla considerazione delle traiettorie di richiamo dell’heelflip base (illustrazioni A), caratterizzate da un movimento lineare simile a quello di spinta per la gamba posteriore e diagonale simile a quello di uscita per l’anteriore, vediamo quali sono le possibili traiettorie ad un livello avanzato.
Gamba posteriore: Dopo essersi estesa generando la spinta diagonale verso il basso sul tail, si flette in modo tale da permettere al quest’ultimo di risalire verso l’alto, compiendo nello svolgersi dell’azione un movimento semicircolare in dentro (in direzione dell’ asse longitudinale mediano corporeo) (B)o semicircolare in fuori (in direzione opposta all’asse longitudinale mediano del corpo) (C).

Gamba anteriore: Mentre la gamba posteriore spinge sul tail, la gamba anteriore si flette assecondando e incrementando la salita del nose e successivamente si estende in avanti diagonalmente, fino a fuoriuscire dal bordo mediale del nose della tavola (i punti di riferimento s’intendono sulla tavola e non in relazione allo skater, pertanto in avanti va inteso in direzione del nose della tavola), compiendo, nello svolgersi dell’azione di ritorno per il riallineamento sulla tavola,  un movimento semicircolare in fuori (in direzione opposta alla linea longitudinale mediana del corpo) (B).

Così ad un livello più avanzato il fatto di non raggiungere nel trick l’altezza desiderata, può dipendere dal fatto di mantenere le traiettorie di uscita base piuttosto che adottare quelle ora descritte.

GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELL’HEELFLIP4

L’azione delle braccia  può essere una variabile fondamentale. Il mancato o errato utilizzo degli arti superiori come elemento di spinta, incide sia sull’altezza del trick che sulla fluidità dello stesso.

Paolo Pica
Simone Marcelli

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