SKATEBOARD E DISABILITÀ VISIVA: LA PERCEZIONE DEL TRICK ATTRAVERSO IL CONTATTO DELLE MANI E LA SIMULAZIONE DEL MOVIMENTO

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Nella pratica dello skateboard, come in altre discipline sportive, ogni volta che ci accingiamo a spiegare una manovra o a correggerla, oltre al linguaggio verbale utilizziamo anche quello visivo. A tutti sarà capitato di mimare i movimenti di un trick per dare maggior incisività alla spiegazione verbale o di eseguirlo per dimostrarne la corretta esecuzione. Il ricorso continuo che facciamo alla vista passa da predominante a inesistente se consideriamo l’insegnamento dello skateboard a un disabile visivo, dove l’aspetto fondamentale consiste proprio nella trasposizione degli aspetti visivi della spiegazione, della correzione o della dimostrazione di un trick in un linguaggio a lui accessibile. Questo passaggio dal visivo ad altre forme di linguaggio diventa meno complicato di quel che sembra se si fa ricorso: a un accurato linguaggio verbale; alle sensazioni tattili, cinestesiche e propriocettive; al movimento guidato; alla simulazione del trick sulle tavole propedeutiche.
La descrizione verbale del trick ricopre un aspetto fondamentale attraverso il quale delineare sia il tipo di manovra sia i movimenti che le diverse parti del corpo compiono durante la sua esecuzione. Dunque, la prima cosa da fare è incasellare il trick in una categoria di manovre ben precisa e descriverne genericamente le fasi che lo caratterizzano così da fornire al nostro allievo, ancor prima di montare sullo skateboard, un’indicazione generale. Da questo momento in poi, nelle fasi che seguono, le informazioni fornite verbalmente dovranno essere molto più dettagliate e associate alla simulazione del movimento, alla percezione tattile dello stesso ecc. Per solito, in relazione alla sequenzialità delle manovre che di volta in volta insegnate, l’apprendimento di un nuovo trick segue un andamento preciso che spesso viene concordato con l’allievo. Fermo restando che il punto di partenza del lavoro percettivo si deve adattare alle necessità del disabile visivo, ed essere eventualmente concordato con quest’ultimo, riportiamo come esempio la procedura che abbiamo seguito con Moutie (ritratto in foto) nell’apprendimento del Manual dove lui ha preferito un tipo di spiegazione che andasse dall’alto verso il basso, ovvero che procedesse dalla parte superiore del corpo verso quella inferiore.
All’inizio della lezione, gli abbiamo descritto la manovra da apprendere presentandola come quel trick di scorrimento che consente alla tavola di spostarsi in direzione di marcia scorrendo in equilibrio sulle ruote posteriori e che si compone di quattro fasi: lo scorrimento in andatura normale dove il piede anteriore arretra leggermente verso il centro della tavola; l’azione di distacco delle ruote anteriori dal suolo; il manual; la fase di ritorno delle ruote a terra.
Successivamente abbiamo iniziato il lavoro di percezione tattile facendogli porre le mani sulle braccia dell’insegnante che eseguiva manual sopra una tavola propedeutica a ruote bloccate. In questo fase, la spiegazione verbale deve essere precisa così da renderla congruente con la percezione tattile delle mani che esplorano progressivamente la parte superiore del corpo. L’accento va posto sul fatto che:
Il busto si mantenga perpendicolare al suolo con le braccia estese in fuori secondo l’asse longitudinale mediano della tavola e che la conservazione dell’equilibrio in fase di scorrimento avvenga attraverso delle azioni successive di flessoestensione dell’arto anteriore, così che questo si fletta se il nose della tavola tende a scendere o, al contrario, si estenda se tende a salire.

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Poi siamo passati alla percezione dei movimenti del bacino per fargli comprendere il corretto decentramento del peso in direzione del tail così da posizionare il baricentro sull’asse del truck posteriore e permettere, congiuntamente all’azione degli arti inferiori, il distacco delle ruote anteriori dal suolo.

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Procedendo verso il basso siamo passati alla percezione tattile dei movimenti degli arti inferiori dove, ribadendo il concetto che il bilanciamento della tavola per il mantenimento dell’equilibrio è svolto dagli arti inferiori, gli abbiamo spiegato che le ruote anteriori riprendano contatto con il suolo non attraverso uno spostamento in direzione del nose del bacino o delle braccia e del busto ma grazie all’estensione dell’arto anteriore associata alla flessione di quello posteriore.

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La terza fase della lezione prevedeva una simulazione del manual fatta da Moutie con le mani poggiate sopra una tavola propedeutica a ruote bloccate, così da consentirgli di sperimentare con le braccia i movimenti del manual e i possibili errori.

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Alla simulazione del manual con gli arti superiori ne è seguita una fatta con gli arti inferiori che Moutie ha svolto stando seduto sopra una panchina. Durante quest’ultima simulazione l’accento è stato posto sull’azione equilibratrice della gamba anteriore. Trovato il punto di equilibrio, ogni volta che la mano dell’istruttore – posta sul nose – tendeva a sbilanciare la tavola spingendola verso l’alto o il basso, Moutiè doveva controbilanciarla estendendo o flettendo la gamba anteriore assecondando con quella posteriore i movimenti del tail.

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La guida del movimento svolta dall’insegnante sull’allievo che è posto sopra una tavola propedeutica a ruote bloccate rappresenta il passaggio successivo. In questo caso, l’istruttore che è posto dorsalmente all’allievo, ne guida lo spostamento del peso sull’asse del truck posteriore.

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Se la simulazione del manual avviene correttamente si può passare all’esecuzione del manual in completa autonomia sopra una tavola propedeutica a ruote bloccate. Viceversa, se c’è la tendenza dell’allievo a inclinare il busto in direzione del tail per staccare le ruote da terra e di controllare il bilanciamento dello skateboard muovendo le spalle invece dell’arto anteriore, e consigliabile passare all’assistenza frontale, sorreggendo l’allievo per gli avambracci così da fargli percepire il corretto il decentramento del peso e la giusta posizione del busto attraverso la pressione che esercita sulle braccia dell’insegnante.

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Il manual sopra una tavola propedeutica a ruote bloccate è l’ultimo passaggio dove si pone la massima attenzione alle sensazioni cinestesiche del trick e alla percezione dell’equilibrio.

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Da questo punto in poi si può passare all’insegnamento del trick sopra uno skateboard con la doppia assistenza degli insegnanti (uno posto frontalmente come descritto sopra e l’altro alle spalle dell’allievo che lo sorregge per i fianchi) fino ad arrivare, diminuendo progressivamente le assistenze, al manual eseguito con l’insegnante a fianco che non ne effettua alcuna, direzionati da un emettitore acustico o dai comandi vocali di un secondo insegnante.
La progressione che abbiamo presentato utilizzando una serie di canali comunicativi diversi da quello visivo, va adottata per la spiegazione di ogni trick. Questa poi, in relazione alla successione delle manovre insegnate in precedenza, può essere più veloce poiché presenta meno fasi di apprendimento.
Va precisato inoltre che quanto finora visto si riferisce solo ad alcuni aspetti della parte centrale o tecnica della lezione e non agli esercizi di riscaldamento generici e specifici che la precedono o a quelli di defaticamento che chiudono la lezione.

A cura di:

Alessandro Gargiullo
Paolo Pica
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